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(La Repubblica 23 maggio 2004)
CAPACI, NEL GIORNO DI FALCONE PERA ATTACCA LA MAGISTRATURA
Il presidente del Senato: "Autonomia a rischio per colpa
di certe toghe". Centrosinistra in rivolta: "Attacchi inaccettabili"
La stele in memoria
di Giovanni Falcone
Manca ormai una manciata di ore allo sciopero delle toghe, alla sfida dei numeri contro la riforma
delle carriere targata Castelli e Berlusconi. Domani si fermano i palazzi di giustizia, ma i
magistrati garantiranno i servizi essenziali, come impone il codice d'autoregolamentazione. La
vigilia è tesa, il centrodestra infastidito. Neanche a farlo apposta scoppia un nuovo
scontro tra politica e magistratura. Esplode nel posto più inopportuno, a Palermo, durante
la posa delle stele sull'autostrada dove fu ucciso Falcone 12 anni fa.
Di mezzo c'è il pensiero giuridico di Falcone, citato dalla destra, rivendicato dalla
sinistra che contesta la citazione, il diritto di citare, da destra, il giudice ucciso da Cosa
nostra. Polemiche già viste, che ogni volta ulcerano gli animi. A Capaci parla il
presidente del Senato Pera, cita Falcone sull'autonomia e indipendenza dei giudici ma vi aggiunge
del suo. Sostiene che i due capisaldi rischiano di cadere "non solo sotto spinte che vengono da
fuori, ma anche a causa di comportamenti, individuali o di gruppo, assunti dentro il corpo stesso
della magistratura".
Che è come dire: se autonomia e indipendenza sono in pericolo non è solo per colpa
di fattori esterni, per la presunta aggressione del governo Berlusconi, ma per atteggiamenti dei
singoli, delle correnti, del Csm, che erodono i due principi.
Il putiferio è garantito. I magistrati se ne stanno ben zitti, il presidente dell'Anm Bruti
Liberati si guarda bene dall'entrare nella querelle. Ma le considerazioni di Pera scatenano un
pomeriggio di reazioni e controreazioni. La destra fa quadrato su Pera, che ha citato Falcone in
modo corretto. La sinistra bolla l'operazione come "indecente".
I forzisti Bondi, La Loggia, Gargani, Santelli, Vitali, l'aennino Anedda, il leghista Calderoli:
la critica a uno sciopero illegittimo s'innesta con la difesa di Pera che bene ha citato Falcone e
stigmatizzato le mosse inopportune delle toghe. Il centrosinistra è agguerrito, i diessini
Fassino, Finocchiaro e Brutti, il diellino Rutelli, il Verde Cento. Una schermaglia destinata a
proseguire oggi e domani, nell'immediata vigilia e durante lo sciopero.
Pera cita a lungo Falcone e tocca anche il delicato tema del pm che "dovrebbe essere autonomo e
indipendente, perciò deve avere un tipo di regolamentazione differente rispetto al giudice,
non necessariamente separata". Falcone è morto, sul pm ci si scontra da anni. La
sottosegretaria alla Giustizia Santelli difende Pera che "ha riportato esattamente le idee di
Falcone e subisce le critiche dei Ds e di Rutelli".
Bondi accusa la sinistra di "essere ancora contro Falcone dopo 12 anni". Per il responsabile
Giustizia Gargani il presidente del Senato "dice cose sacrosante". Vitali, stesso incarico in
commissione Giustizia a Monte Citorio, "inorridisce" per gli attacchi della sinistra. Schierato
con Pera il capogruppo Anedda ("Ha proprio ragione").
Nel centrosinistra la responsabile Giustizia diessina Finocchiaro e il presidente diellino Rutelli
si associano nell'essere stupefatti per le parole di Pera. "Allarmante" per la Finocchiaro che "la
seconda carica dello Stato aggiunga la sua voce ad attacchi scomposti e inaccettabili". "Pera non
dovrebbe essere uomo di parte" ammonisce Rutelli, e un tema come la giustizia dovrebbe essere
trattato "con equilibrio perchè i conflitti sono l'ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno".
Brutti la mette sul concreto perchè "sono Berlusconi, Fini, Castelli che aggrediscono le
toghe". è il centrodestra che non sa governare la giustizia: "Vorrà pur dire
qualcosa se i magistrati hanno deciso di devolvere l'indennità per l'acquisto di carta da f
otocopie. Fini e Castelli si pongano l'obiettivo di far funzionare la giustizia anzichè
mettere ogni giorno i magistrati sul banco degli imputati" rimprovera Fassino.
Prodi nota come l'Italia sia in ritardo anche sull'eurogiustizia. Ma per La Loggia la riforma
dell'ordinamento serve a "migliorare il sistema giudiziario". E lo sciopero delle toghe, per il
vicepresidente del Senato Calderoli, è solo "una difesa di casta".
LIANA MILELLA
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