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(Il Sole 24 Ore 20 ottobre 2004)
LA SUPREMA CORTE: "FALCONE FU LINCIATO IN AMBITI ISTITUZIONALI"
Prima della strage di Capaci del '92 contro il giudice Giovanni Falcone ci fu un "infame linciaggio", proveniente anche da "ambiti istituzionali", volto a
"delegittimarlo" come "migliore" magistrato antimafia. E il fallito attentato dell'Addaura (20 luglio '89) non fu opera dei servizi segreti ma di Cosa Nostra.
Lo sottolinea la Cassazione, con la sentenza 40799 depositata ieri, aggiungendo che, nella scelta di quel periodo per piazzare l'esplosivo, "non può
escludere che la mafia abbia cercato di sfruttare un momento favorevole all'azione venutasi a creare a causa di una serie di improvvidi e sleali attacchi subiti
dal Giudice Falcone, anche all'interno dell'ambito istituzionale":
Con un verdetto di 89 pagine (nel quale, come forma di tributo, compare sempre maiuscolo la parola "giudice" accanto al nome di Falcone), la Cassazione fa
definitivamente luce sulla matrice dell'attentato, confermando le condanne per i mafiosi: 26 anni per Totò Riina, Salvatore Biondino e Antonino Madonia;
9 anni e 4 mesi per Francesco Onorato e 2 anni e 8 mesi per Giovan Battista Ferrante. Il cuore della pronuncia è però altrove: nelle dure parole
con cui la Cassazione taccia come "imprudenti" le dichiarazioni con le quali "autorevoli personaggi pubblici" tra cui i giudici Domenico Sica e Francesco Misiani
e il colonnello dei carabinieri Mario Mori - hanno dato lo spunto ai detrattori di Falcone di lanciare la tesi dell'attentato inventato.
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