(L'Espresso 31 marzo 2005)

E MARCELLO GRIDO': FORZA ITALIA

La nascita del partito di Berlusconi. I racconti dei pentiti di mafia. Dagli atti del processo a Dell'Utri nuovi inquietanti interrogativi. Ricostruiti in un libro.

Ma quando è nata Forza Italia? Solo a fine settembre del 1993, come sostiene Dell'Utri? 0 molto prima, come affermano i pentiti di mafia e il boss Antonino Giuffrè in particolare, secondo il quale già dalla primavera di quell'anno in Cosa Nostra si cominciò a discutere della discesa in campo di Silvio Berlusconi? Per capirlo e stabilire se davvero tra Dell'Utri e Bernardo Provenzano fu siglato un patto per risolvere i problemi della mafia "entro 10 anni" in cambio della fine delle stragi, il Tribunale ha ascoltato Maurizio Costanzo, l'ex direttore del Tg5 Enrico Mentana, il sottosegretario Gianni Letta, l'ex consulente di Dell'Utri, Ezio Cartotto, e alcuni suoi collaboratori. Tutti hanno smentito la versione dell'imputato e confermato che fu di Dell'Utri l'idea dell'entrata in politica del Cavaliere.
Racconta Dell'Utri: "A fine settembre '93, Berlusconi, dopo un incontro con Martinazzoli mi chiamò e mi disse: "Caro Marcello, qui non c'è niente da fare... Dobbiamo fare un partito". Io ho detto: "Come si fa?". "Non lo so, ma se lo fanno tutti lo possiamo fare pure noi". E infatti mi disse: "Sei a Publitalia, un'azienda grossa, tanti giovani in gamba, qui si tratta di trovare candidati. Datti da fare perchè altrimenti non c'è soluzione (alla vittoria delle sinistre). Nessuno mi ascolta, nessuno mi ha capito e non vedo altra via...".
In aula però emerge tutt'altra storia. Cartotto, politologo ex Dc, spiega che Dell'Utri lo ingaggiò per studiare l'evoluzione della politica italiana e un'eventuale iniziativa della Fininvest fin dalla primavera '92. E inizialmente Berlusconi fu tenuto all'oscuro di tutto.
Poi lo scenario cambiò. Nell'aprile '93, a convincere definitivamente il Cavaliere a scendere in campo, ci pensa Bettino Craxi: "Durante un incontro Craxi sostenne che sarebbe stato opportuno che Berlusconi si desse da fare per dar vita a un movimento politico... Berlusconi disse che ora le idee erano molto più chiare". Il giornalista Giovanni Mucci conferma: "Ho conosciuto Dell'Utri nel dicembre '92. (Già in quell'anno) Cartotto mi raccontò che si era ipotizzata la possibilità di un'entrata di Berlusconi in politica. Cartotto, il 4 aprile '93, domenica delle Palme, incontrò ad Arcore il dottor Berlusconi e Craxi. Quel giorno... fu deciso ufficialmente, tra virgolette, seppur segretamente, che il dado era tratto".
A quel punto l'idea del partito è sulla bocca di tutti i dirigenti. Spiega Costanzo: "Un sabato mattina Berlusconi mi informò, ed era luglio, giugno - non mi ricordo - del '93, che sarebbe sceso in campo. Io ricordo di averci parlato subito dopo dicendogli che non mi sembrava opportuno". Letta si limita a dire di aver discusso il "diretto coinvolgimento di Berlusconi... nell'estate '93, a fine agosto" e che a spingere Silvio verso l'agone politico era Dell'Utri.
Mentana fa di più. Ricorda che la questione del partito, "organizzativamente supportata da Dell'Utri", fu al centro di alcune riunioni ad Arcore. Per la data suggerisce di sentire l'ex condirettore de "Il Giornale", Federico Orlando, che teneva "un diario". Orlando ricorda che "l'ultimo sabato di marzo del '93 si fece un accenno esplicito alla possibilità che il gruppo Fininvest si adoperasse in prima persona per ricomporre il quadro politico. Questa proposta... fu avanzata da Giuliano Ferrara".
In luglio Giuliano Urbani presenta a Orlando uno "schemino di dieci righe" con una bozza del programma del futuro partito. Ma ormai Orlando sa già tutto: Silvio ha annunciato la sua discesa in campo a un esterrefatto Montanelli "il 4 o il 6 giugno '93". Il 12 luglio "il Giornale" riceve via fax, da Arcore, un memorandum con la linea da tenere sulla giustizia. Leggendolo, i pm di Palermo scoprono che in molti passi corrisponde ai "desiderata di Cosa Nostra". Se la prende con le "dichiarazioni perlopiù inattendibili di pentiti compiacenti" e con "l'addebito dell'associazione di tipo mafioso... che priva l'inquisito di fondamentali garanzie processuali in materia di libertà ... ".
In quel momento, però, nessun pentito ha ancora parlato della Fininvest e nessun politico è stato arrestato per accuse di mafia. Chi sono dunque le presunte vittime degli inquirenti, private della "libertà personale", in base alle dichiarazioni dei pentiti? "Berlusconi - concludono i pm - non può che riferirsi ai mafiosi di Cosa Nostra, che nello stesso periodo, come ci dice Giuffrè, hanno chiesto e ottenuto garanzie da Dell'Utri. L'accordo Provenzano Dell'Utri sta dando i primi frutti."