Osservatorio bresciano per la difesa dello Stato di diritto
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  Intervento per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2007
Amedeo Lombardi
27.1.2007

E' con un po' di disagio che parlo adesso dopo una tale serie di dati tecnici e di constatazioni ottimistiche o pessimistiche. Quindi non proverò a seguire chi mi ha preceduto su questo terreno perché non sarei in grado di portare un contributo fattivo.
Quello su cui vorrei brevemente soffermarmi è una sorta di disagio che io ho sentito costantemente negli ultimi tempi.
Per esempio il collega Castelli ha parlato di mancanza di un disegno generale. Ed è vero, sono perfettamente d'accordo. Ed è un qualcosa che anche l'oratore che mi ha preceduto ha sfiorato quando ha detto che mancano idee generali per risolvere determinati problemi. Ecco, però io mi domando a un certo punto, da cosa dipende tutto questo? ed allora io faccio un esempio, è un esempio banale che fa parte di quanto è stato detto stamattina.
Si dice che gli stanziamenti per la giustizia sono stati diminuiti, notevolmente diminuiti, e guardate che in questo momento, anche se pure io ho le mie idee, non faccio una questione di colore di governo, ed è chiaro perché, perché sono diminuiti con il precedente governo ed anche con questo governo. Quindi non ne faccio una questione di schieramento politico strettamente inteso. Evidentemente occorre una maggiore elargizione (è una parola brutta) da parte dello stato nei confronti di un organismo essenziale come quello della giustizia.
Ma non può a me sfuggire, non posso dimenticare che quando lo stato si è proposto anche recentemente di aumentare le imposizioni sui cittadini, perché alla fine è da li che devono venire i contributi, c'è stato un sollevamento generale. Io non posso dimenticare una legge finanziaria che è stata ampiamente e continuamente modificata e sempre ogni volta che si proponeva una modifica succedeva una sollevazione delle categorie interessate. Io non posso dimenticare che a Roma si è vista una manifestazione con milioni di persone volta a contestare ancora una volta la legge finanziaria.
Ecco forse si dimentica questo ed anche questo fa parte di una contemplazione di un disegno generale, che lo stato moderno non può essere quello che semplicemente si occupa di garantire ai cittadini il maggior benessere quotidiano. Mi ha ad esempio sconcertato quel presidente del consiglio che una volta ha detto: guardate che noi siamo quelli, l'Italia è quel paese dove più si vendono macchine di lusso e più si vendono telefonini. Vero, è stato detto, è la prova del fatto che in Italia si sta bene. Però contemporaneamente vediamo che un'Italia così, se anche vuole preferire i telefonini, deve anche provvedere alla organizzazione di un servizio vitale come la giustizia. dovrebbe anche pensare che l'efficacia, l'efficienza della giustizia dipende anche dal cittadino. Perché vedete, viviamo in un'epoca particolare, in cui la preoccupazione dei politici da 25 anni a questa parte è andata sempre verso qualche cosa che sa di individuale. Cioè in altre parole l'economia, le liberalizzazioni fatte da un ministro che si dice di sinistra, le liberalizzazioni da che cosa dipendono? Dal fatto che sostanzialmente è l'individuo ad essere privilegiato rispetto alla comunità. Ed è questa la filosofia che da 25 anni sta alla base dell'operare politico, ed io oggi apprezzo la magistratura (penso che ormai sono un pensionato assente da diversi anni dalla attività forense e quindi nessuno penso potrà affibbiarmi l'accusa di piaggeria), ma l'apprezzo perché negli anni 90 è successo un qualcosa che era nuovo per il nostro paese ed era nuovo anche per la magistratura. In altre parole la magistratura non si è limitata a colpire il politico, e che sia facile ce lo dimostrano le società di stampo mafioso. Il politico si crea e si distrugge. chi detiene realmente il potere non è colui che detiene la rappresentanza politica, quindi può essere facile, può essere relativamente facile.
Quello che ho apprezzato è che negli anni 90 non ci si è limitati a colpire il politico, anzi finché si era limitata a fare questo la magistratura era stata apprezzata ed osannata, ma si è andati a colpire la radice civile del marcio la radice civile delle disfunzioni, ma questo ha creato una tempesta. Questo ha creato una situazione per cui la magistratura è diventata un segno di contraddizione. Guardate cosa vanno a fare, recentemente la corte costituzionale è stata accusata di essere di sinistra ed invece secondo me la corte costituzionale ha fatto semplicemente il suo mestiere. Ecco è questa contrapposizione che sta alla base dei problemi della giustizia.
Ecco si vede che la giustizia ha bisogno di mezzi ma nello stesso tempo il popolo recalcitra, ed il nostro popolo ha sempre questo difetto. Ed invece la civiltà democratica, la civiltà moderna non può coincidere con la cura dell'individualismo e dell'egoismo personale. Si deve invece avere una visione collettiva delle cose e forse financo una visione collettiva della vita.
Un carissimo amico, a proposito dei finanziamenti, ha detto che non bisogna guardare ai massimi sistemi, ma guardare alle cose concrete. Ma le cose oggi come fanno a diventare concrete? Forse diventa oggi concreto quello che ieri sembrava astratto, e quindi il problema della giustizia oggi è quello di saper guardare alla società nel suo complesso, guardare anche a quello che può essere l'uomo di domani ed in base a questo agire. E parlo ai politici, in base a questo organizzare la società e la struttura della società. E se noi non arriveremo a questo il prossimo anno giudiziario e forse per altri ancora ci troveremo qui a dire che il governo non fa, il governo non dice, ma poi la situazione non cambierà. I magistrati potranno anche darsi da fare, perché si danno da fare, perché non è nella qualità il difetto sostanziale, ma le cose rimarranno sempre invariate.