Osservatorio bresciano per la difesa dello Stato di diritto
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  I tagli della finanziaria alla giustizia
Domenico Polimeni
21.1.2007

Nella discussione sulla legge finanziaria 2007 si è molto polemizzato in materia di tagli di spesa alla giustizia. D'altra parte pur troppo pesanti sono le economie necessarie per rimettere in carreggiata un bilancio dissestato da molta politica di spesa alla sudamericana attuata negli anni scorsi, in particolare nei più recenti.
Tuttavia proprio in materia di giustizia si possono fare molti esempi di come un oculato uso del poco denaro e delle poche risorse disponibili consentirebbe di attuare una salutare inversione di tendenza a costo zero o quasi.
Facciamo alcuni esempi telegrafici saltando necessariamente da un ambito all'altro, ma rimanendo tuttavia ancorati alle problematiche del settore.

1) Molti uffici giudiziari, anche a Brescia, sono in affitto e non tutti potranno essere ospitati nel nuovo palazzo di giustizia (scandalosamente vuoto da anni per problemi di arredamento, con notevoli costi di mantenimento e degrado): ebbene, perché non utilizzare a breve i moltissimi immobili demaniali, come le caserme, l'ex ospedale militare etc. rimasti da tempo inutilizzati, sopra tutto dopo l'abolizione del servizio militare di leva? E' costoso dotarli di impianti? Ma quanto costano gli affitti che si pagano a fondo perduto ogni anno? Ci sono problemi di demanio militare? Ma perché in un paese dove si fanno i decreti legge senza alcuna urgenza che li giustifichi non si fanno decreti legge per disporre l'utilizzo del demanio militare contro ogni resistenza diciamo burocratica? In tutta Italia si possono rinvenire esempi notevoli di uffici giudiziari in affitto, ma si potrebbe parlare anche di scuole etc. O forse qualcuno preferisce accontentare i privati locatori di queste strutture?
2) A proposito di militari. A Napoli si mandano mille poliziotti in più causa l’emergenza criminale e si dice che è meglio tralasciare l’esercito, perché le forze dell'ordine sono più specializzate. Certo, tutto vero, ma polizia e carabinieri non sono a costo zero e sono richiesti anche in altre zone del Paese, né si possono aumentare a piacimento, sempre per le solite ragioni di spesa. Invece l'esercito è già necessariamente pagato. Perché non usarlo per presidiare il territorio liberando così forze dell'ordine da destinare alle indagini etc.? La richiesta dell'esercito viene da tempo fatta dal simpatico presidente dell'Associazione industriali della Calabria e da molti altri per Napoli: sono tutti visionari? Prodi un venerdì sera ha detto che stava analizzando l'ipotesi, ma il giorno dopo aveva già pronta la risposta negativa. Non è stata un'analisi un po' affrettata?
3) Nel nostro Paese i tipi di procedimento giudiziario sono oltre venti. Abbiamo poi la giurisdizione dei tribunali ordinari separata da quella dei tribunali amministrativi anche dopo una certa legge del 2000 che di fatto ha reso superabile pure questa duplicazione. Senza addentrarsi in dettagli, si sappia che eserciti di avvocati, giudici ed altri impiegano milioni di ore di lavoro solo per stabilire quale sia il procedimento o il tribunale del caso (l'ultima sentenza su Previti mi pare esempio sufficiente). Si è mai provato a calcolare quanto questo si traduce in spreco di risorse, soldi e lungaggini della giustizia? Ogni anno, quando arriva l'ora legale, ci spiegano che grazie al minor uso della luce si risparmiano tot milioni di euro. Perché non fare un calcolino anche sugli operatori della giustizia che girano a vuoto inutilmente? Non sarebbe il caso di semplificare urgentemente i processi? i problemi di competenza e di giurisdizione?
4) Solo il nostro, fra i paesi dell'Europa civile, ha un numero di gradi di giustizia penale così alto, con infinite garanzie, anche a livello di semplice notifica degli atti. Siamo al punto che, come si dice, l'imputato ha più interesse a stare fuori dal processo che a difendersi nel processo, tanto un indulto, un'amnistia, la prescrizione, un errore conveniente per lui prima o poi arrivano.
La prima riforma dovrebbe togliere di mezzo certe assurde garanzie processuali che non hanno riscontro nel mondo occidentale (oggi i soloni della stampa milanese ci spiegano che è necessario ridurre tali garanzie per combattere il terrorismo, ma come mai quando si discuteva di corruzione e di mafia, fenomeno ancor oggi molto più grave per l'Italia, ci dicevano che le garanzie processuali erano sacre anche se esagerate?).
Si è mai fatto il calcolo di quanto costi in spese di giustizia un sistema bizantino come questo? Quanto si risparmierebbe semplificando le procedure con qualche semplice legge?
5) Sono state fatte riforme, contorte, del processo civile, schiacciando inutilmente e perniciosamente la fase iniziale delle cause. Ma le sentenze arrivano comunque dopo molti anni anche perché i giudici sono pochi. In Italia i giudici che effettivamente amministrano la giustizia sono meno di ottomila. L’elevazione del loro numero implicherebbe sicuramente un aumento di spesa, ma questo, rimanendo comunque il numero dei magistrati in assoluto limitato, non sarebbe insostenibile per il bilancio di uno Stato che rientra pur sempre fra i sette paesi più industrializzati del mondo. Cosa impedisce qualche aggiustamento sul punto?
6) Si dice che non ci sono soldi per costruire carceri, per cui ecco la falsa e pelosa soluzione dell'indulto. Ma perché non si fa un tentativo serio, dico serio, di introdurre pene davvero alternative al carcere? E senza troppo buonismo: infatti si badi bene che quelle alternative non sono pene lievi, giacché in certi casi sono addirittura umilianti (per fare un esempio di pena alternativa esagerata, si può ricordare il caso di una donna americana, colpevole di furto in supermarket, che per evitare il carcere fu costretta ad umilianti confessioni pubbliche ogni giorno davanti allo stesso esercizio commerciale). Tornando all'Italia: chi ha commesso certi reati potrebbe essere ammesso ai diritti carcerari solo se, in rapporto alle sue possibilità, fa qualcosa per risarcire le vittime e la società.
7) Nel nostro Paese si spendono milioni di euro per irrogare sanzioni pecuniarie penali ed amministrative che spesso non vengono recuperate. Anzi, il cui recupero comunque fallimentare costa maggiori spese, anche perché i colpevoli spesso non hanno, come si dice, beni al sole aggredibili o sono uccel di bosco. Pure in questi casi i metodi alternativi non mancherebbero. In Austria chi non paga l'autostrada si vede chiedere dalla polizia, se non ha soldi sul posto (ma chi parte per un viaggio senza soldi?), l'orologio o la macchina fotografica in pegno (una volta pagati, gli uffici di polizia restituiscono puntualmente via corriere l'oggetto a loro spese). Altrimenti vi è il sequestro immediato del mezzo. In pratica, gli austriaci non si sognano certo di venire fino in Italia per recuperare cinquanta euro di pedaggio ricorrendo ai nostri tribunali.
Sembrerebbe l’uovo di Colombo. Ho invece assistito ad un "Mi manda Lubrano" su RAI 3 dove si rovesciavano insulti sull'odiato nemico austro-ungarico che aveva bloccato poveri viandanti italiani che, guarda caso, dicevano di viaggiare in autostrada verso l'Europa centrale senza soldi (i furbetti del quartierino.....).
A costo di essere imputato di alto tradimento lo dichiaro: sto dalla parte dei crucchi.